29/06/2008
I campioni d'Europa
Se non fosse uno di quei luoghi comuni del giornalismo da evitare in ogni modo, avrei potuto titolare "cronaca di una vittoria annunciata". Ma è anche vero che non sarebbe stata tutta la verità. Perché la Germania faceva paura: in grado di vincere nonostante un gioco un po' approssimativo, soprattutto in fase difensiva, dotata di grande esperienza e cuore, pericolosa sui calci da fermo. Ma stasera non c'è stata partita: la squadra di Löw ha attaccato seriamente solo nei primi venti minuti della ripresa, mentre durante il resto del match la Spagna ha esibito palleggio e facilità di gioco che fin qui avevamo tanto ammirato.
Ha vinto la squadra che nel complesso ha espresso il miglior calcio del torneo; e forse era dai tempi di Corea e Giappone 2002 che non si vedeva un grande torneo per nazionali con una squadra così superiore alle altre. Complimenti alla Spagna, dunque. Ma complimenti anche all'Italia, unica che nel corso del torneo è riuscita a non perdere nei 90' regolamentari con i Campioni d'Europa. Resta da parte mia il rammarico per il trattamento ricevuto da Donadoni, e il disappunto per il ritorno di un ct, Marcello Lippi, che se n'era andato sbattendo la porta. Come se la Nazionale avesse bisogno di correre dietro ad un allenatore, chiunque sia.
Tornando ai Campioni, meritatamente vincenti, va segnalata la giovane età di questa squadra, con i fenomeni Fabregas, Silva, Torres e Ramos sotto i 23 anni. Un gruppo che avrà sicuramente un futuro ad alto livello, e un movimento calcistico che con questa vittoria riguadagna una consapevolezza nei propri mezzi smarritasi da tempo. Un elogio al capitano Casillas, al grande Puyol e al gragario di super lusso Marcos Senna. Senza dimenticare naturalmente Aragones, che ha saputo amministrare sapientemente il gruppo nonostante alcune scelte molto impopolari e difficili.
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